Quando sembra di percepirsi al di fuori del proprio corpo.
Che cosa significa esperienza extracorporea?
In un’esperienza extracorporea il punto da cui si percepisce il mondo sembra trovarsi fuori dal corpo. Si può avere la sensazione di fluttuare o di vedersi dall’alto. Il termine descrive il vissuto; non dimostra che la coscienza abbia davvero lasciato il corpo.
Le mie esperienze su questo tema
Brani del mio libro, con le mie parole. Dopo ogni brano segue il confronto con il tema di questa pagina.
Il gioco che non ho mai saputo spiegare
Dal capitolo · Renato Rossi
Alcuni ricordi della mia infanzia sono sbiaditi. Questo è rimasto. Ero ancora un bambino; non ricordo l’età precisa. Forse cinque o sei anni, forse un po’ di più. Quando la sera ero a letto, potevo sentire il mio corpo diventare sempre più leggero. Avevo la sensazione di uscirne e di fluttuare al di sopra. Vedevo la mia stanza, il letto e me stesso disteso lì.
Accadde molte volte. Conoscevo la sensazione che lo precedeva e talvolta cercavo di richiamarla. Per il bambino che ero, era un gioco. Non avevo paura. Provavo libertà e una pace profonda.
[…]
Da adulto mi sono spesso domandato che cosa accadesse. Sognavo? Mi trovavo tra il sonno e la veglia? Era l’immaginazione di un bambino? Non ho una risposta definitiva. Ciò che per me rimane certo è quanto tutto mi apparisse naturale e sereno.
Collegamento e confronto
I ricordi del fluttuare sopra il letto, della libertà e della pace sono il punto di partenza della pagina sulle esperienze extracorporee. Il confronto con la pre-morte riguarda caratteristiche riconoscibili, non una causa comune.
Il mio interesse per l’invisibile cominciò molto prima della morte di Marco. Da bambino conobbi le esperienze che ho già descritto: la sensazione di essere fuori dal mio corpo, senza paura. Con gli anni arrivarono le domande. Che cos’è la coscienza? Che cosa significano i nostri sogni? Come comprendere qualcosa che viviamo intensamente, ma che non sappiamo spiegare?
[…]
A poco a poco la spiritualità assunse per me un significato molto concreto. Doveva avvicinarmi alla vita e agli altri. Che senso ha parlare dell’invisibile se non vedo davvero la persona che ho davanti? La mia ricerca acquistava valore quando mi aiutava ad ascoltare, a giudicare meno in fretta e ad amare con maggiore attenzione.
Collegamento e confronto
La ricerca cominciò prima della perdita di Marco e acquistò poi significato nell’amore, nei ricordi e nell’attenzione. Esperienze extracorporee, intuizione e lutto offrono ciascuno una prospettiva.
La notte che cambiò il mio sguardo sulla vita e sulla morte
Dal capitolo · Renato Rossi
Dopo la crisi del 1981 mi trovavo in uno dei periodi più difficili della mia vita. Durante il giorno cercavo soluzioni. Dovevo ricominciare. Volevo rimanere forte per la mia famiglia. Ma di notte portavo con me tutta quella tensione. In quel periodo vissi un’esperienza che non mi ha mai più abbandonato. Cominciò con un’esplosione. Vidi il mio corpo cadere a qualche metro di distanza per la violenza dell’urto. Ma non provavo dolore.
Al contrario. Nello stesso istante sentii una pace incredibile. Una sensazione meravigliosa che non avevo mai conosciuto prima. Mi trovavo fuori dal mio corpo. Senza peso. Leggero come una piuma. Dall’alto vidi le persone correre verso il mio corpo. Anche dei medici cercavano di rianimarmi. Vedevo tutto ciò che facevano. Gridavo che stavo bene. Che io non ero là. Che ero sopra di loro. Ma nessuno mi udiva. Provai a toccarli. Le mie mani attraversavano i loro corpi.
[…]
Alla fine sentii che tornavo molto dolcemente verso il mio corpo. Come se una piuma leggera scendesse lentamente e ritrovasse il proprio posto. Poi mi svegliai. Piangevo. Non di tristezza. Piangevo perché l’esperienza era stata così intensa e mi era sembrata tanto reale. Una parte di me non voleva perdere quella sensazione di pace. Un’altra parte comprendeva che ero tornato nella mia vita ordinaria, con tutte le preoccupazioni che là mi attendevano.
Fu un sogno? Fu un’esperienza tra il sonno e la veglia? Fu la mia coscienza che, sotto la pressione di quel periodo difficile, creò un’altra realtà? Oppure, per un istante, sfiorai qualcosa che ancora non riusciamo a comprendere pienamente? Non lo so. Non voglio fingere una certezza che non possiedo. Ma so ciò che ho vissuto. Questa esperienza si è impressa profondamente nella mia memoria.
Collegamento e confronto
Il capitolo racconta un’esperienza notturna dopo la crisi del 1981, con pace, la sensazione di essere fuori dal corpo e infine il risveglio. Le pagine sulle esperienze extracorporee e di pre-morte permettono un confronto, senza trasformare il racconto in una rianimazione medicalmente accertata.
In “Il gioco che non ho mai saputo spiegare”, Renato ricorda la sensazione, da bambino a letto, di fluttuare sopra il proprio corpo. Accadde più volte e sembrava un gioco di libertà e pace. Lascia aperta la spiegazione della donna anziana che ricorda in una di quelle esperienze.
La notte dopo la crisi del 1981
In un altro capitolo racconta un’esperienza notturna dopo la crisi del 1981: vedere il corpo, volare, sentire pace e infine svegliarsi. Si domanda se fosse un sogno, un passaggio tra sonno e veglia o altro. Il testo non documenta un arresto cardiaco confermato medicalmente; la rianimazione fa parte dell’esperienza narrata.
Esperienza, sonno e ricerca
Le neuroscienze studiano come vista, sensazioni corporee ed equilibrio contribuiscano al sentirsi dentro un corpo. Il lavoro di Olaf Blanke e colleghi collega alterazioni di questa integrazione alle esperienze extracorporee. Questa ricerca generale non stabilisce retrospettivamente ciò che Renato visse da bambino.
Esperienza extracorporea, sogno lucido, paralisi del sonno e pre-morte sono concetti diversi con possibili caratteristiche comuni. Nella paralisi del sonno non ci si può muovere per un breve periodo mentre ci si addormenta o ci si sveglia: Renato non descrive questo nel racconto infantile. Qui non gli viene attribuita una diagnosi.
Un significato spirituale personale
Per Renato rimase significativa soprattutto la pace. Un’esperienza può approfondire le domande sulla vita senza che ne sia certa la causa. Possiamo ascoltarne il significato lasciando spazio ad altre spiegazioni. Questa pagina offre contesto, non tecniche per provocare un’uscita dal corpo.