IF · Tra cielo e terraCrescere nella connessione e nella consapevolezzaRenato Rossi

Intuizione e attenzione

Ascoltare la voce silenziosa, lasciando spazio alle domande e alla verifica.

Una prima sensazione

A volte noti qualcosa prima di saper spiegare perché. Un dialogo ispira fiducia, una decisione crea disagio o un’idea richiama l’attenzione. La prima sensazione può invitare a guardare meglio.

Le mie esperienze su questo tema

Brani del mio libro, con le mie parole. Dopo ogni brano segue il confronto con il tema di questa pagina.

La mia ricerca dell’invisibile

Dal capitolo · Renato Rossi

Il mio interesse per l’invisibile cominciò molto prima della morte di Marco. Da bambino conobbi le esperienze che ho già descritto: la sensazione di essere fuori dal mio corpo, senza paura. Con gli anni arrivarono le domande. Che cos’è la coscienza? Che cosa significano i nostri sogni? Come comprendere qualcosa che viviamo intensamente, ma che non sappiamo spiegare?

[…]

A poco a poco la spiritualità assunse per me un significato molto concreto. Doveva avvicinarmi alla vita e agli altri. Che senso ha parlare dell’invisibile se non vedo davvero la persona che ho davanti? La mia ricerca acquistava valore quando mi aiutava ad ascoltare, a giudicare meno in fretta e ad amare con maggiore attenzione.

Collegamento e confronto

La ricerca cominciò prima della perdita di Marco e acquistò poi significato nell’amore, nei ricordi e nell’attenzione. Esperienze extracorporee, intuizione e lutto offrono ciascuno una prospettiva.

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L’intuizione, la voce silenziosa

Dal capitolo · Renato Rossi

Non tutte le decisioni importanti della mia vita cominciarono con un calcolo. A volte vi era prima una sensazione. Un avvertimento quasi impercettibile. Oppure una serena fiducia che mi diceva di dover esplorare una determinata strada. Questo è ciò che chiamo intuizione. Per me l’intuizione non è una voce magica che ha sempre ragione. E nemmeno una scusa per ignorare i fatti. La considero una voce silenziosa che nasce dall’esperienza, dall’amore e dall’attenzione.

Tutto ciò che abbiamo vissuto lascia qualcosa dentro di noi. Conversazioni. Sguardi. Errori. Delusioni. Momenti nei quali abbiamo avuto ragione a fidarci di qualcuno. E momenti nei quali, in seguito, ci siamo resi conto che avremmo dovuto essere più prudenti. La nostra ragione non può nominare continuamente, una per una, tutte quelle impressioni. Eppure vengono custodite da qualche parte dentro di noi. Talvolta si uniscono in un’unica sensazione, più rapida di un ragionamento completo.

Collegamento e confronto

La voce silenziosa invita a guardare di nuovo, non a ignorare i fatti. La pagina sull’intuizione approfondisce questa distinzione; una pausa di attenzione si trova in corpo e mente.

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L’intuizione nel racconto di Renato

In “L’intuizione, la voce silenziosa”, Renato parla di collaborazioni, dubbi e occasioni in cui scambiò la speranza per certezza. Invita a osservare, ascoltare e chiedere, non a seguire ciecamente una sensazione. Anche i ricordi di Marco hanno in questo capitolo un posto personale.

Sensazioni e fatti insieme

La ricerca sull’esperienza intuitiva sottolinea l’importanza di un ambiente riconoscibile e della possibilità di imparare attraverso riscontri. La certezza soggettiva non garantisce un giudizio corretto. Una prima impressione può quindi orientare una domanda, senza esserne già la risposta.

Un piccolo esercizio

Annota separatamente ciò che hai davvero visto o udito, ciò che hai sentito e la conclusione che ne hai tratto. Chiediti poi quali altre spiegazioni siano possibili e quali informazioni manchino. L’intuizione trova così posto accanto al pensiero attento.

Per una pausa di attenzione puoi consultare anche la pagina su corpo e mente. La meditazione non rende automaticamente vera un’intuizione; può offrire un momento per osservare ciò che si muove dentro di noi.

Altre letture

Crescere nella connessione e nella consapevolezza
Renato Rossi

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